Padova cede Hera, opere per 50 milioni

La Giunta comunale di Padova ha approvato ieri la cessione del 35% delle azioni di Hera (l’azienda multiservizi di Bologna che tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 ha inglobato AcegasAps) possedute dal Comune. Si tratta di 25 milioni di titoli sui 71 totali che verranno venduti a due euro l’uno per un incasso di 50 milioni.  Il “tesoretto”, escluso dai vincoli del Patto di stabilità, sarà destinato ad interventi di manutenzione straordinaria della città. In particolare sarà finanziata la nuova mega-rotatoria della Stanga, il recupero delle mura antiche, il completamento dell’Arco di Giano (la tangenziale Est-Ovest), le piste ciclabili, la ristrutturazione dei padiglioni della Fiera, la manutenzione delle scuole, gli impianti sportivi e i nuovi marciapiedi.

«Negli ultimi giorni – dice il sindaco Massimo Bitonci al Mattino – mi è toccato leggere un sacco di scemenze. Prima tra tutte, quella che dando l’ok a questa manovra l’azienda non sarebbe più stata sotto il controllo pubblico. Sciocchezze, appunto». «Dico a chi mi ha definito il sindaco dei marciapiedi che ne vado orgoglioso», chiosa. Polemici invece il Pd e il M5S.  «È davvero sconfortante sentirsi dire che un vero e proprio gioiello che appartiene a tutti i padovani verrà svenduto per fare qualche rotonda e riparare qualche marciapiede – attacca il consigliere dem Enrico Beda. «Il peccato originale è quello compiuto dalla giunta Zanonato poco più di due anni fa – scandisce invece Giuliano Altavilla del M5S – quando si scelse di regalare AcegasAps ad Hera, venendo meno ad un referendum tramite il quale la stragrande maggioranza degli italiani aveva stabilito che i servizi individuati come beni comuni sarebbero dovuti restare pubblici».

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