Verona, caso Giacino: «stop al progetto»

Il Consiglio comunale ha chiesto alla Giunta di «valutare la sospensione» della discussa scheda urbanistica 11. La mozione, promossa del Pd e approvata all’unanimità, è il piano per la costruzione di 120 appartamenti a Porto San Pancrazio che sta alla base della condanna di Vito Giacino. L’intervento si basava su un’accordo tra Comune e proprietari, tra i quali figurava la Real Estate Spa dell’imprenditore Alessandro Leardini, colui che, con le sue rivelazioni, alzò il velo sul sistema di corruzione per il quale l’ex vicesindaco Vito Giacino è stato condannato in primo grado a 5 anni di reclusione.

Nel testo della mozione approvata si sottolinea che «dalla sentenza di primo grado di condanna dell’ex vicesindaco Giacino emergono gravi elementi relativamente alla gestione della pianificazione urbanistica nel Comune di Verona e in modo particolare alle modalità che portarono all’inserimento della scheda norma 111 nel Piano degli interventi». In tribunale Leardini aveva dichiarato che Giacino, nel 2008, aveva preteso la consegna alla moglie Alessandra Lodi (condannata a quattro anni di reclusione), di «110mila euro in contanti» a titolo di «mediazione», per la compravendita del terreno. 
«Su questo iter serve un approfondimento per capire se ci sono stati passaggi contrari alla legge» commenta Michele Bertucco (Pd). Massimo Piubello (lista Tosi) parla di «soluzione di buon senso».

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