VicenzaOro a Dubai, Marzotto contro i critici

Ieri mattina lo sceicco Hasher Bin Maktoum Al Maktoum, membro della famiglia reale di Dubai e direttore generale (ministro, ndr) dell’Informazione ha fatto visita agli stand della Fiera di Vicenza accompagnato dal presidente Matteo Marzotto. Marzotto è impegnato da tempo nella scommessa imprenditoriale di portare VicenzaOro a Dubai per per offrire agli operatori la vetrina internazionale al momento più ambita e incrementare così gli utili.

Per questo non ha mandato giù alcune critiche da Vicenza. «L’anno scorso – ricorda al Giornale di Vicenza – avevamo fatto un sondaggio attento con gli operatori sull’opportunità di mantenere tre fiere dell’oro a Vicenza e la stragrande maggioranza aveva risposto che la rassegna di maggio non era più sostenibile, come peraltro dimostravano i cali del 10 per cento che ogni anno si registravano. Ora che abbiamo deciso di aprire a Dubai un nuovo capitolo, qualcuno si lamenta perché non c’è più VicenzaOro Spring e sottolinea che la Fiera di Arezzo alla manifestazione di maggio avrà successo. A parte che sono solo contento se la Fiera di Arezzo va bene, non capisco perché si voglia criticare in partenza una scelta che presenta certo dei rischi imprenditoriali ma che offre opportunità eccezionali alla Fiera e, soprattutto, a chi vuole far conoscere al mondo l’eccellenza che produce». E a chi gli fa notare che nella nuova società (la DV Global Link, partecipata al 51% dal Dubai World Trade Centre e al 49% da Fiera di Vicenza) comandano quelli di Dubai, replica deciso: «Sono leggi (emiratiane, ndr) a cui abbiamo dovuto attenerci, ma questa scelta è strategica e permette alla Fiera di essere protagonista anche lontano da Vicenza. Al di là delle percentuali»

Anche il vicentino Roberto Coin, che è di casa tra i membri della famiglia reale, non ha risparmiato una velata critica ma plaude all’iniziativa: «A chi mi chiede se la Fiera di Vicenza ha fatto bene a venire a Dubai – afferma il designer di gioielli – potrei rispondere che è venuta troppo tardi. Ma meglio tardi che mai. Io sono venuto la prima volta qui a Dubai nel 1984, quando non c’era il Burj Khalifa, la costruzione più alta del mondo. Quel vantaggio è stato prezioso. Adesso anche da queste parti si sente un po’ la crisi, il settore ha numeri in calo. La situazione in Medio Oriente, poi, non è tranquillissima. Ma non si può prescindere da Dubai se uno ha in mente di trovare una vetrina per i propri prodotti».