Cittadella (Pd), Salvini “benedice” sindaci leghisti

Ieri a Cittadella, nell’occasione della tradizionale festa di San Marco, il Carroccio ha schierato i suoi amministratori locali. L’obbiettivo era massimizzare il consenso attorno alla ricandidatura di Luca Zaia, lanciare le candidature dei sindaci padovani della Lega al consiglio regionale e arginare le fughe verso Flavio Tosi. Con il governatore uscente erano presenti il leader federale Matteo Salvini e il sindaco di Padova Massimo Bitonci, il presidente del consiglio comunale di Padova, Roberto MarcatoGiuseppe Pan di Cittadella, Renato Roberto Miatello di San Giorgio in Bosco, Gabriella Bassi di San Pietro in Gu e Tiberio Businaro di Carceri.

«Noi leghisti abbiamo solo un nemico – ha detto Zaia – che si chiama astensionismo. Il 31 maggio andate a votare fieri e orgogliosi della sanità veneta. I 35 euro al giorno per i profughi preferisco darli ai veneti in difficoltà, costruiamo le condizioni per aiutarli a casa loro». Bitonci ha attaccato i tagli del Governo: «Che senso ha fare il sindaco oggi? Siamo costretti a fare gli esattori per lo Stato». Salvini ha chiuso il comizio finale del suo tour in Veneto scaldando gli animi dei leghisti e rilanciando le promesse elettorali: «Mandiamo a casa Renzi, la Lega al Governo cancellerà la legge Fornero, elimineremo gli studi di settore, faremo chiudere le finte cooperative che sfruttano i lavoratori». Salvini ha elogiato la sanità veneta come «un modello da esportare in tutta Italia», e sui profughi ha ricordato: «l’anno scorso sono arrivate 180 mila persone, ma solo 40 mila hanno chiesto asilo. E gli altri 140 mila?»