Migranti in caserma, scontro Zaia-Anci

È scontro tra il governatore del Veneto Luca Zaia e il presidente nazionale dell’Anci Piero Fassino sull’utilizzo delle caserme abbandonate per accogliere profughi e rifugiati in arrivo dal Nordafrica. Zaia ha bocciato i cinque siti militari dismessi individuati dal Governo in Veneto (le ex basi logistiche e missilistiche di Ceggia, Meolo e San Giorgio di Livenza, il vecchio deposito di armi e munizioni a Codogné, la caserma dell’Aeronautica di Abano Terme) definendoli «discariche a cielo aperto». A supporto della sua posizione, Zaia cita l’esito dell’ultimo sopralluogo igienico-sanitario che avrebbe evidenziato «l’impossibilità di alloggiare esseri umani in condizioni insalubri e pericolose». «I 35 euro al giorno sborsati per ogni profugo noi vogliamo darli ai veneti, perciò la nostra proposta è garantire 35 euro al mese ai migranti che rientrano, una somma che a casa loro rappresenta un aiuto più che sufficiente», ha detto il governatore al Mattino.

«Vorrei che la questione dei migranti restasse fuori dalla polemica elettorale», commenta Maria Rosa Pavanello, presidente di Anci Veneto. «Ricette miracolose non ce ne sono, come Anci veneta ribadiamo il sì a un centro d’accoglienza regionale, un hub di approdo e smistamento capace di evitare assembramenti pericolosi sul territorio e ulteriori pressioni sui Comuni. Per realizzarlo occorrono volontà politica e finanziamenti statali. Nel frattempo se ogni municipio si facesse carico di 5-6 persone, l’onere complessivo per il Veneto diventerebbe più gestibile».

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