Parco della Pace, che fallimento

L’area verde accanto al Dal Molin è ancora al palo. Come la tangenziale nord

Da qualche anno il governo, pur dovendo mantenere fede all’obbligo del Patto di Stabilità, NON ha ridotto le spese dell’amministrazione centrale, ma, diminuendo drasticamente i trasferimenti alle periferie, ha scelto di par pesare il risparmio su Regioni, Province e Comuni. E’ evidente che anche in zone in cui il denaro pubblico viene speso con oculatezza, le riduzioni vanno a penalizzare soprattutto i servizi ai cittadini e, in particolare, quelli destinati alle categorie più deboli, maggiormente bisognose di tutela. Vi sono però, anche dalle nostre parti, degli sprechi che potrebbero essere eliminati. Balza agli occhi tra tutti il caso abnorme del progetto del cosiddetto Parco della Pace, da realizzare in parte dell’immensa area che fu occupata per decenni dall’ex aeroporto militare Dal Molin.

Quattro anni or sono il sindaco Variati si recò a Roma per raccogliere i frutti, sia pure modesti, delle “compensazioni” per il disagio derivante alla città dalla costruzione della nuova caserma Usa. In primo luogo, la realizzazione della Tangenziale Nord, con la “bretellina” di congiunzione fra la stessa caserma e la viabilità ordinaria verso il Nord della città. Tutto ciò era già stato concordato dal sindaco precedente, Enrico Hullweck: si trattava in pratica solo di ritirare il “regalino”. Al suo ritorno da Roma, tronfio ed esultante, il Variati raccontò che aveva ottenuto per 50 anni l’utilizzo dell’area rimasta libera. Se a ciò si aggiunge la inutile, triste, deludente e misera esperienza di un precedente “referendum” fatto in casa (voluto da Variati e dai suoi sostenitori) che aveva ottenuto il parere di solo 1 vicentino su 4, si comprende che ci troviamo di fronte ad un abuso, ad un capriccio costoso, senza fine e all’utilizzo di denaro pubblico che poteva essere speso meglio e per altre necessità ben più importanti e contingenti. Per di più, per due anni (non è stato possibile) e per almeno altri tre – in base al Nuovo Regolamento – NON si potrà presentare quesiti referendari per conoscere cosa ne pensino i vicentini di certe scelte superiori e un po’ lontane dal concetto di democrazia.

Intanto, la Tangenziale Nord è rimasta nel “libro dei sogni” dei vicentini e dopo quattro anni di denaro pubblico speso per bonificare l’area del Parco, siamo ancora in fase di progettazione. Non sappiamo quanto ancora costerà il prosieguo della bonifica, se il progetto verrà realizzato e, ancor meno, il costo complessivo dell’opera. Un esempio di risorse pubbliche trasferite da Roma, utilizzate per per l’egocentrismo di un amministratore che, tra l’altro, continua a lamentarsi – con il SUO governo (Vicenza è governata dalle stese forze politiche che sostengono Renzi) – per la riduzione dei finanziamenti al Comune di Vicenza.