Assoturismo: «serve salto di qualità»

Il Veneto è la prima regione turistica d’Italia, ma se si tiene conto del valore assoluto della spesa turistica, scende sul terzo gradino del podio. È quanto denunciano gli operatori del settore che evidenziano l’esigenza di un salto di qualità. «Le nostre destinazioni fondamentali sono cinque: mare, lago di Garda, terme, montagna e città d’arte – spiega al Corriere del Veneto Maurizio Francescon, responsabile regionale di Assoturismo (Confesercenti) – la spesa media di un turista qui va dai 60 agli 80 euro al giorno. Non siamo riusciti a organizzare prodotti d’interesse più variegato, come il congressuale o il turismo legato alla cultura, dove la spesa media è molto maggiore». E aggiunge, «non può essere sufficiente da parte della Regione uno stanziamento di 9 milioni di euro per il settore trainante della nostra economia». Il presidente di Confturismo Veneto Marco Michielli punta invece il dito sulle politiche di promozione: la nostra «è una delle regioni che spende meno per indurre un potenziale turista a soggiornarvi».

Molte le proposte messe sul tavolo dalle categorie: si va dalla «card museale regionale» di Confturismo, alla sinergia tra eventi culturali e business su cui insiste Federturismo. Assoturismo infine preme per l’istituzione di «club di prodotto», ovvero offerte costruite ad hoc per andare a intercettare mercati di nicchia ad alto valore aggiunto. Ma per un vero salto di qualità servono anche investimenti in formazione: «Sogno una scuola veneta di hospitality, sul modello dell’Ecole hôtelière di Losanna- dice Antonello De’ Medici di Federturismo – se non produciamo cuochi, dove devo andare a prenderli? In Cina?».

 

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