Venezia, ufficio Unesco a rischio chiusura

L’Ufficio Unesco di Venezia sempre più in pericolo. A lanciare l’allarme  è il sottosegretario veneziano all’Economia Pier Paolo Baretta sulla Nuova Venezia: «Esiste il rischio concreto che l’Ufficio Unesco di Venezia possa chiudere e dobbiamo assolutamente evitarlo perché per Venezia sarebbe una perdita gravissima, anche in rapporto alla salvaguardia della città. Dobbiamo trovare il modo, anche come Governo, di rafforzare la presenza dell’Unesco a Venezia e mi chiedo, a questo proposito, perché l’Agenzia delle Acque dell’organismo debba avere sede a Perugia, come è attualmente e non appunto alla città lagunare».

Il problema è nato con il dimezzamento dei fondi previsti dal Ministero degli Esteri a favore dell’istituzione che, in base alla Legge di Stabilità, scenderanno da un milione e 300 mila a 650 mila euro all’anno. Tra le ipotesi sul tavolo anche quella di uno spostamento a Trieste dell’ufficio o comunque di un cambio di sede per risparmiare. «Si ricorda», scrivevano già qualche tempo fa i Comitati privati, «che la collaborazione Unesco – Comitati Privati Internazionali per la Salvaguardia di Venezia ha portato, nel corso di quasi 50 anni, al compimento di 717 restauri. Si raccomanda che l’Ufficio Unesco di Venezia possa continuare la collaborazione con i Comitati per non compromettere iniziative che, finanziate da privati, sono risultate essenziali per la sopravvivenza del patrimonio storico, artistico e culturale pubblico di Venezia».

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