Belluno, governo “salva” Camera di Commercio

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I deputati bellunesi del Pd saranno soddisfatti. Il governo ha infatti dato l’ok ad un emendamento che, in nome della specificità del territorio, salva la Camera di Commercio di Belluno, allontanando la fusione con Treviso. L’emendamento, una deroga delle previsioni di «riordino» sulla Pubblica Amministrazione, mantiene, insieme a quella di Belluno, anche le gli enti camerali di Sondrio e Verbano-Cusio-Ossola.

«Un altro pezzetto di autonomia conquistato – affermano i deputati del Pd al Corriere del Veneto – nei prossimi mesi il governo, nel dialogo con le parti, eserciterà la delega per definire il futuro delle singole Camere. Ma ora ci sono tutti gli strumenti per garantire alle tre province la migliore delle soluzioni».

Non la pensa così invece Luigi Curto, presidente della Camera di Commercio di Belluno: « È una vittoria di Pirro. Bene il riconoscimento della specificità, ma resta il problema delle risorse. Saremo soggetti, tra tre anni, al taglio del 50% dei diritti camerali. Salvi i diritti di segreteria, si passerà da 4 milioni di entrate a 2,5, cifra insufficiente ai costi della struttura e dei 43 dipendenti».

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