Monte Pietà, Variati: sì fusione con Venezia

Si riapre il capitolo del matrimonio tra la Fondazione Monte di Pietà di Vicenza e la Fondazione di Venezia. Lo scorso 15 luglio la prima aveva risposto negativamente alla proposta con voto unanime del suo organo di indirizzo ritenendo «inaccettabile» il conferimento del patrimonio vicentino stimato in circa 30 milioni alla nuova Fondazione (la Venezia ha un patrimonio ai valori di mercato di 416 milioni) e il ruolo marginale che avrebbe ricoperto Vicenza nel nuovo governo (1 consigliere su 15). Dopo mesi di contatti tra i presidenti della fondazione berica e veneziana, rispettivamente Mario Nicoli e Giuliano Segre, il progetto di fusione affidato allo studio Adacta è giunto ad uno stallo.

A sbloccare la situazione potrebbe essere ora la posizione favorevole di Achille Variati che, nel doppio ruolo di sindaco e presidente della Provincia, esprime 4 consiglieri dell’ente. «La Fondazione Monte di Pietà – ha detto al Giornale di Vicenza – negli ultimi bilanci oltre alla gestione del Palazzo tramite la Spa è una realtà chiusa in se stessa. Da qui a svendersi per interessi altrui senz’altro no. Potrebbe essere interessante una fusione che preservi il Palazzo nella sua destinazione ma che dia fiato anche allo sviluppo culturale e sociale della città».