Treviso: no a festival, ma Ztl resta all’ex Piave

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Dopo tre mesi di dubbi il Comune di Treviso ha raggiunto un accordo con lo Iuav che porterà la scuola di architettura alla partecipazione nella progettazione dell’ex caserma Piave, in collaborazione con gli attivisti del collettivo Ztl e del centro sociale che prende il nome da un celebre blockbuster di Quentin Tarantino, che potranno continuare ad utilizzare lo stabile. L’accordo dovrebbe portare alla progettazione di piani concreti e ad un serio studio dell’immobile e delle sue potenzialità.

«Grande vittoria del centro sociale occupato Django – esultano gli attivisti con un comunicato pubblicato dal Corriere di Treviso -, la convenzione era ciò che volevamo. Ora non siamo più in regime di occupazione, essendo parte del tavolo di lavoro siamo legittimati a continuare le nostre attività, che rientrano nelle prospettive di valorizzazione di questo spazio inutilizzato». Dal Consiglio Comunale invece arrivano pesanti critiche all’amministrazione. «Il sindaco ha perso – attacca il consigliere comunale Mario Conte -, e ha perso il Comune. Ztl annuncia vittoria ed è vero, hanno vinto loro. Questo perché l’amministrazione deve rendere conto dei voti che Ztl vi ha portato».

A dire il vero, qualcosina il Comune ha portato a casa dall’accordo. Gli attivisti hanno rinunciato ad organizzare un festival, non condiviso con le altri parti. «Crediamo molto nella progettazione partecipata che ora può partire – spiega il sindaco Giovanni Manildo -, siamo finalmente giunti a un accordo importante per la rigenerazione di un buco nero della città attraverso la sperimentazione temporanea di utilizzo. È una soluzione innovativa, una battaglia che porterà benefici a Treviso».

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