Veneto, i candidati/1: sicurezza

Sicurezza, costi della politica, sanità, immigrazione e infrastrutture. Sono i temi caldi su cui oggi, intervistati da “Antenna 3 Nordest”, si sono sfidati i quattro principali candidati alle regionali in Veneto.

Sulla sicurezza per Luca Zaia (Lega) è giusto «inasprire le pene, fare in modo che chi va in galera ci resti, gli stranieri a casa loro. L’esercito deve tornare in strada, i militari sono migliaia, basta fare una legge».

Per Jacopo Berti (M5S) c’è «una speculazione in una guerra fra poveri, vengono messe contro classi sociali, c’è stata a marzo la depenalizzazione di reati anche gravi. Ci vogliono pene severe, esercito e videocamere dovrebbero essere messi anche nelle istituzioni. Se ci sono ladri nelle istituzioni non stupiamoci se poi li troviamo in casa».

«Bene l’incremento delle pene per furti e rapine – ha sottolineato Alessandra Moretti (centrosinistra) -, soprattutto se a danni di persone fragili. Poi serve un piano veneto per la sicurezza fra Regione, Anci, Prefetti, Questori e sindaci delle maggiori città del Veneto. Videocamere ma anche maggiori dotazioni di mezzi alla polizia».

«E’ stata chiusa la scuola regionale di polizia locale – ha evidenziato Flavio Tosi (lista Tosi) -, bisogna usare quello che si ha. A Verona abbiamo aumentato il numero di agenti di polizia municipale».