Veneto, i candidati/2: vitalizi e sanità

Sicurezza, costi della politica, sanità, immigrazione e infrastrutture. Sono i temi caldi su cui oggi, intervistati da “Antenna 3 Nordest”, si sono sfidati i quattro principali candidati alle regionali in Veneto.

Sul tema dei vitalizi Luca Zaia (Lega) ricorda che «con questa legislatura non ci sono già più. Bisogna togliere l’assegno di fine mandato e mettere mano al tema di indennità di mandato». Per Jacopo Berti (M5S) devono essere «azzerati i 13 milioni all’anno di vitalizi, assegni di fine mandato, privilegi che esistono solo nella politica». Sui costi della politica Alessandra Moretti (centrosinistra) propone una «profonda riforma. Taglio dell’indennità base e di quella facoltativa, ricalcolo di tutti i vitalizi in essere su base contributiva». Flavio Tosi sui vitalizi è sulla stessa linea della Moretti: «vengano pagati con il sistema contributivo».

Sulla sanità per la Moretti: «bisogna ridurre gli sprechi per rendere più efficienti i servizi. Grandi carrozzoni, 21 Usl da ridurre a otto, con il risparmio di 50 mln di euro l’anno da riversare sul territorio in servizi di prossimità». Per Tosi è possibile «azzerare i ticket praticando i costi standard all’interno delle Usl. Bisogna agire sul personale, da qui ricavare le risorse per abolire i ticket. Infine vanno sbloccate le opere: da due anni e mezzo la cittadella della salute è ferma, l’ospedale di Padova è fermo da cinque anni». «Le opere di Treviso – si difende Zaia – sono ferme a causa dei ricorsi al Tar. La riduzione delle Usl l’ho proposta io, ma non è passata in consiglio regionale con voto bipartisan. L’eliminazione dei ticket, che valgono 200 mln, deve essere negoziato con il ministero dell’economia». «Nessuno deve essere lasciato indietro – ha ammonito Jacopo Berti – Ospedali di prossimità per non autosufficienti. Non nuovi grandi mega ospedali ma tanti presidi sul territorio».

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