Venezia, Padrin straccia tessera FI

Ha impugnato la forbice e ha tranciato di netto la sua tessera di Forza Italia. È così che Leonardo Padrin ha detto ufficialmente addio al partito dopo 15 anni in consiglio regionale. «Non può esserci prospettiva di libertà in un partito che non esercita la democrazia interna», ha spiegato al Corriere del Veneto l’ormai ex azzurro insieme agli altri transfughi Mauro Mainardi, Renzo Marangon e Moreno Teso, l’unico che si ricandiderà ma nella lista Tosi. «Luca Zaia aveva promesso di usare il lanciafiamme dopo il caso Mose, ma il rinnovamento può arrivare solo con Flavio».

«Con la dismissione del Pdl e l’esodo degli alfaniani, avevo creduto che quell’entusiasmo avrebbe dato la scossa per la rinascita di Forza Italia – continua Padrin -. Invece questo non è successo e ci siamo ritrovati all’alba delle elezioni con la formazione di liste funzionali a proteggere qualcuno che deve essere rieletto». Probabilmente Padrin si riferisce all’eccezione al limite dei tre mandati garantito agli assessori Isi Coppola, Elena Donazzan e Massimo Giorgetti, cioè gli unici forzisti (ed ex An) che saranno riconfermati.

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