Venezia, Casson: «noi partito del fare»

«Legalità, trasparenza, efficienza. Vogliamo far ripartire questa città, girare pagina. Chi dice che blocchiamo tutto racconta balle. Noi siamo il partito del fare. Ma del fare bene». Lo dice in un intervista alla Nuova Venezia Felice Casson, candidato sindaco della città lagunare per il centrosinistra. Casson è sostenuto da sei liste. La sua civica, il Pd, i socialisti, i Verdi, Sel e Sinistra, e dai centristi di “Venezia popolare”. Il magistrato rimanda al mittente le accuse degli avversari politici che sostengono che l’ampia coalizione gli possa impedire di governare: «non c’è nessun blocco. Ma un’alleanza ampia, e l’estrema sinistra non esiste più – dice – il garante del programma sono io».

«Lo scandalo Mose ci impone di ripartire con un rinnovamento nei personaggi della politica e ai vertici delle società partecipate», dichiara Casson che elenca le sue priorità: «Prima di tutto il bilancio da mettere a posto. Poi rilanciare il lavoro, con nuovi progetti. Le alternative alle grandi navi e al devastante progetto Contorta che possono creare nuova occupazione. Le bonifiche e la Zona Franca. La cultura e il turismo». Una campagna elettorale all’insegna del fairplay quella veneziana: «speriamo che sia così fino al voto. Io dal primo giorno ho scelto di non rispondere agli attacchi e alle polemiche, per puntare sulle proposte e sui contenuti. Vedo che la gente mi segue».

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