Cariparo, Finotti: «dal Fisco pretese assurde»

Fondazione Cariparo chiude le porte al Fisco. Con l’approvazione del bilancio 2014 infatti non sono stati previsti accantonamenti per pagare la multa di 75 milioni che Finanza e Agenzia delle entrate avevano chiesto alla Fondazione per la vendita nel 2005 di azioni Intesa fuori dal regime esentasse e l’apertura di un derivato per due anni. A questa cifra si aggiungono poi altri 7,6 milioni per l’errore della mancata trasmissione delle dichiarazioni dei redditi tra 2007 e 2011, nonostante le tasse siano state pagate. «Siamo sicuri delle nostre ragioni», ha commentato in un’intervista al Corriere del Veneto il presidente Antonio Finotti che ritiene le pretese del Fisco «assurde».

Intanto la Fondazione incassa 370 milioni dalla vendita dello 0,9% delle sue azioni in Intesa ma frena su un ulteriore discesa: «non c’è fretta. Siamo al 50%, abbiamo 3 anni e un piano industriale di Intesa, che il management rispetta, con dividendi in aumento fino al 2017. Fatti di cui tener conto». Per l’investimento dell’incasso «siamo pronti a considerare opportunità che venissero dal territorio», spiega Finotti. E sul risiko delle popolari Cariparo si mantiene cauta: «ne avevamo 2 a Padova e le abbiamo perse. Posso capire Cariverona, ma c’è meno attenzione per cose che non hai sotto casa. Poi bisogna diversificare e Intesa ci dà soddisfazioni».