Profughi: da accogliere. Ma no al business

L’emergenza è malgestita, e viene sfruttata da chi ci lucra sopra. Economicamente

Sono riusciti a sopravvivere alla guerra, alla fame e alla disperazione. Partono da lontano, e spesso muoiono affogati nel Mediterraneo. Noi tentiamo di non vedere, e semplifichiamo la tragedia umana di queste popolazioni proponendo il bombardamento preventivo dei barconi o la caccia agli scafisti. Sono i profughi: disperati veri, provenienti principalmente dal nord e centro Africa.

In Veneto sono circa un migliaio i profughi attualmente ospitati. Bisogna prepararsi ad accoglierne presto altri. Non possiamo sfuggire al dovere di accoglierli, è l’Ue che lo dice. E se non si ha idea di dove metterli? Nessun problema, ospitateli in casa vostra e sarete corrisposti in denaro dal governo. 900 euro al mese per ogni uomo, donna o bambino approdato nel nostro Paese. Il doppio di quanto prenda un pensionato minimo, tre volte quanto spetta a un invalido, e più di quanto guadagni la maggior parte dei precari in Italia. Un costo impressionante se si pensa che lo Stato italiano non ti dà nemmeno un euro al giorno per mantenere tuo figlio se è disoccupato e vive ancora sulle tue spalle.

Il vero business ora è l’assistenza ai profughi. Non a caso è stata aperta l’inchiesta di Mafia Capitale, perché forse qualcuno ci aveva visto prima. L’emergenza è sicuramente mal gestita, tanto da sfociare in raggiri e truffe. Emergenza uguale a business. Un affare che coinvolge anche le cooperative che della solidarietà fanno uno slogan. Dietro al rifiuto di ospitalità dei profughi in arrivo non ci sono solo razzismo e intolleranza, ma anche situazioni sociali spesso al limite, con i centri di accoglienza sovraffollati. Gli immigrati si trovano spesso costretti ad alloggiare in strutture precarie e inadeguate per la loro stessa sicurezza. Proposte? Trasformare il problema in una risorsa, e fare buon uso dei fondi europei.