Migranti, Bitonci: «li vieto nelle case»

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«Sto valutando di emettere un’ordinanza che, per motivi sanitari, vieti l’accoglienza dei profughi nelle case private. Ho chiesto ai legali di valutare la percorribilità dell’operazione». Così il sindaco di Padova Massimo Bitonci ha reagito alla notizia del nuovo contingente di 560 profughi fuori quota che il Viminale ha assegnato al Veneto. Di questi 80 dovranno essere accolti da ciascuna provincia.

«In linea di massima se esiste un’area di assoluta discrezionalità è lo spazio privato, riconosciuto dalla proprietà – spiega al Corriere del Veneto il professor Umberto Vincenti, presidente della Scuola di Giurisprudenza dell’Ateneo di Padova -. Però per questioni di interesse generale, come la tutela della salute pubblica di cui è il primo responsabile, il sindaco può emettere un’ordinanza contingente e urgente, purché dimostri l’effettiva esistenza di un rischio per la pubblica incolumità. Ma se è una scusa per ritardare l’ingresso dei profughi, l’ordinanza può essere impugnata al Tar, sottoposta ad un perito e, qualora manchi di fondamento, essere dichiarata illegittima. Io non consiglierei mai un passaggio simile – conclude Vincenti – anche per etica e deontologia professionale». Diverso il parere dell’assessore alla Sanità, Luca Coletto: «Bitonci ha fatto bene ad attirare l’attenzione sul problema, sono a rischio epidemie i profughi e i nostri cittadini. E infatti se ne parlerà domani in conferenza Stato-Regioni».

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