Scuola, docenti veneti: no preside-podestà

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«Diciamo no al preside podestà, tutti i precari devono essere immessi in ruolo, subito, non solo quelli delle graduatorie ad esaurimento». Questo il tenore degli slogan scanditi dai tanti docenti ed ex-docenti veneti scesi in piazza ieri contro la proposta di riforma della scuola voluta dal Governo Renzi. «La Buona Scuola deve essere modificata alle radici per tre motivi essenziali -rileva sul Mattino Carlo Salmaso, leader dei Cobas e docente del Severi -. Uno: rischiano di non entrare in ruolo i precari che hanno vinto il concorso nel 2012. Anzi rischiano di dover rifare il concorso. Due: Renzi e la Giannini non stanno regalando niente, infatti l’assunzione in ruolo di 150 mila precari era stata programmata già nel 2007. Tre: nel disegno di legge è prevista l’eliminazione delle cosiddette classi pollaio. Ossia delle classi con oltre 28-30 alunni. Ma solo con l’organico funzionale questo è impossibile».

«Si danno troppi poteri ai presidi. Potranno nominare i docenti con chiamata diretta e fare la valutazione dei singoli professori da solo, facendo così scomparire le funzioni che oggi sono detenute dal comitato di valutazione», attacca invece Francesco Miazzi del liceo artistico di Venezia.

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