Veneto, Sel vs Rifonda: sinistra ridicola

Baruffe fra compagni su tecnicismi, tatticismi e supposti immoralismi

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Lo sappiamo: criticare la sinistra che sta a sinistra del Pd, che qualcuno chiama ancora radicale (eh?) o addirittura estrema (ma dai, su!), è come sparare sulla Croce Rossa. Ma non è colpa nostra se i rimasugli del fu comunismo italiano si sbizzarriscono ogni due per tre nel cadere nel ridicolo, questo sì, estremo. La lista “L’Altro Veneto”, messa in piedi da Rifondazione per correre alle regionali con una propria candidata alla presidenza della Regione, Laura Di Lucia, ha avuto l’aiutino del capolista della civica di Zaia, Stefano Valdegamberi, che in qualità di consigliere a Palazzo Ferro Fini ha apposto la sua firma alla richiesta di candidatura per evitarne l’insuccesso. Sinistra Ecologia e Libertà, il dirimpettaio rossoverde che invece appoggia Alessandra Moretti, ne ha fatto un caso delinquenziale, parlando di “lista civetta” e accusando i compagni rifondaroli di farsi utili idioti del nemico. Si è distinto nell’attacco il ras vicentino Niccolò Della Lucilla, che ci è andato giù pesante: «E’ chiaro l’intento politico della Lega: utilizzare “pedine” a sinistra per indebolire la coalizione progressista alternativa al ventennio forza-leghista. Sinistra Ecologia Libertà di Vicenza condanna fermamente questo deplorevole atto della destra veneta, esprime rammarico per l’ipocrisia dei dirigenti della lista “L’Altro Veneto – Ora! Possiamo” e porge solidarietà a tutti i militanti della lista stessa che, in buona fede, si stanno sacrificando per un progetto, a questo punto e loro malgrado, profondamente minato nella sua credibilità e nella sua coerenza valoriale».

Scusate, ma ci stiamo tenendo la pancia dal ridere. A parte che agli elettori, anche rossi rosé o verdognoli, di questi tecnicismi da addetti ai lavori non gliene può fregare di meno. A parte che stiamo parlando, come ha scritto intelligentemente qualcuno, di risse fra pochi intimi, praticamente della divisione dell’atomo. A parte che la trombosi retorica dei sinistri non conosce mai pausa e sosta. A parte tutto, ma da quale pulpito viene la predica, compagni dai campi e dalle officine. Mentre a Roma il partito del dimenticato e dimenticabile Vendola fa le barricate in parlamento contro il governo del Pd, agitando crisantemi in lutto per la democrazia e accusando il premier Renzi di esserne il becchino, qui in Veneto c’è chi ha la faccia tosta di fare la morale agli altri, che come tutti usano i mezzucci che userebbero anche loro. Sì, lo farebbero, perché pur di esistere e non suicidarsi (atto nobile, in antiquo) passano sopra ai princìpi che a Montecitorio vengono sacralizzati, e qui invece cessano di colpo di valere.

Replica del neo-togliattiano all’amatriciana: ma nel locale contano i programmi locali. Siamo d’accordo, ma i programmi non si fondano sulla “coerenza valoriale”? E quale sarebbe la “coerenza valoriale”, per esempio, nel sostenere un Pd che sul Tav, sul Mose, sul lavoro, sui rapporti con le categorie economiche (dobbiamo essere noi a ricordare ai compagnucci di Sel che i tanto vituperati imprenditori ex galaniani sono diventati tutti renziani e, per proprietà transitiva, morettiani?), la loro alleanza col Pd equivale a sputarsi in faccia da soli? E non lo sanno, gli idealisti di Sel, in realtà sommamente ipocriti come tutti, quel che scriveva l’insuperato Max Weber in “La politica come professione“, e cioé che «i programmi elettorali hanno un significato quasi puramente fraseologico»? Ma di sicuro anche il giovane esagitato Della Lucilla, tanto pù esagitato quanto più affetto da cattiva coscienza, sa quel che sa chiunque faccia politica per appena qualche anno: e cioé che i programmi sono pezzi di carta che all’indomani del voto servono per incartare il pesce.

Noi, dal canto nostro, sappiamo una cosa: che continuando a darsela da soli sulle parti basse, i compagni della cosiddetta sinistra mirano a prendere i voti propri, dei parenti (e non è detto) e degli sparuti spostati che seguono queste polemiche farsesche (noi, beninteso, lo facciamo per dovere d’ufficio). Un vero peccato: le minoranze, specie quelle marginali, sarebbero un bene da tutelare, per la libertà di pensiero. Posto che un pensiero ci sia, va da sé.

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  • alfa

    Insomma, Sel è incoerente, mentre L’Altro Veneto (che ha raccolto quasi 11.000 firme) lo è.

  • Albert Blue

    Comunque come sempre prenderanno due voti.