Caso coop, Sernagiotto: «farò io i nomi»

«Ho fatto filmare il consiglio, querelo tutti coloro che mi hanno attaccato. Posso dire? Mi sono stufato, ora farò io i nomi di chi ha piazzato per davvero i parenti in giro in questi 15 anni. Io non ho commesso alcuna illegalità e per quanto mi riguarda quel bando era una genialata». Questa la dura replica dell’ex assessore del Sociale, ora eurodeputato, Remo Sernagiotto finito recentemente sotto accusa per la gestione del fondo di rotazione e per i finanziamenti irregolari ad alcune coop sociali venete.

Ieri Sernagiotto è stato il convitato di pietra di una seduta infuocata a palazzo Ferro Fini dedicata proprio al suo caso. «Mi vergogno e mi scuso con i veneti perché è anche grazie al mio voto che è stato eletto europarlamentare ed ora può godere dell’immunità. Dovrebbe dimettersi subito», attacca sul Corriere del Veneto Moreno Teso, ex consigliere di Forza Italia e compagno di Sernagiotto nello stesso gruppo. «Qui dentro c’è tanta di quella ipocrisia che ci vorrebbe la ruspa per buttarla fuori. Parliamoci chiaro: la storia di Nervesa, con la plusvalenza da un milione, è una truffa messa in piedi per aiutare gli amici, portare a casa i soldi e poi dividerseli. E’ il partito trasversale degli affari – tuona Teso -, purtroppo ben più forte di quello della politica».