L’ingiustizia regna? Mi rifugio in campagna

«Sono stanco di indignarmi mentre la mediocrità la fa da padrona»

Quali sono le priorità? Quali sono le denunce con precedenza assoluta? Difficile stabilirlo, quasi impossibile. Per dirlo in modo oxfordiano: qui sta andando tutto a puttane. Al reparto giustizia gli scaffali sono oramai vuoti, le ingiustizie di ogni ordine e grado si consumano copiosamente, tra la quasi totale indifferenza. Ci si indigna a comando, spesso nella direzione sbagliata, per ventiquattro massimo quarant’otto ore, poi si torna all’orticello quotidiano. Per molti, non per tutti fortunatamente, la Lotta, l’Impegno, la Causa sono consacrati a cani, gatti, tartarughe e pesci rossi.

Sono stanco. Sono stanco di agitarmi, di sbraitare, d’imprecare contro l’imperante mediocrità (che di medio orami no ha più niente, la tendenza è al ribasso), contro l’incapacità d’equilibrio, di valutazione oggettiva delle cose. Questo è il punto, il nodo per me inestricabile, l’incapacità di dire: «la guerriglia di Milano è una schifezza assoluta, ma cio’ che ha generato questo schizzo nevrotico post-adolescenziale di massa, l’Expo, è l’origine del male». O ancora: «io son Charlie, e la mia indignazione, per come sono trattati fatti similari che non toccano direttamente l’Occidente, mi disgusta». Sono stanco, sì, stanco e disgustato, ma non mollo, anzi, ricomincio daccapo!

Lucille, mia moglie, ed io abbiamo fatto una scelta radicale, non estrema, non ancora. Dopo mesi di riflessioni, analisi e considerazioni abbiamo deciso di lasciare tutto e trasferirci nel cuore della Francia, nel Massiccio Centrale, nel bel mezzo del nulla, nel buco del culo del mondo per intenderci.
Apriremo tra qualche settimana, in un villaggio di 72 abitanti (Saint Pantaléon de Lapleau), un bistrot culturale multiservizio (attività culturali, attività per bambini ed anziani, ristorazione con menu a prezzo popolare, deposito e distribuzione del pane ecc). Qualche risparmio, qualche aiuto repubblicano e soprattutto un finanziamento partecipativo che ha coinvolto amiche ed amici francesi ed italiani ed il nostro progetto diventa realtà. Riversiamo su questa idea tutte le nostre forze, convinti che, piantando nuovi semi, un giorno avremo di nuovo, salvifiche foreste. (continua…)