Tav, Variati: «questionario su aspetti locali»

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Sarà un questionario e non un referendum la consultazione popolare sulla Tav a Vicenza promessa dal sindaco Achille Variati. «Il referendum non è possibile semplicemente perché è contrario alla legge – ha detto al Giornale di Vicenza – Una città non può dire sì o no a un’opera di portata nazionale, ma può esprimersi su aspetti prettamente locali che possono migliorare il progetto». Variati quindi pensa ad un questionario, uno strumento flessibile e previsto dallo Statuto adatto a porre più di un quesito soprattutto sulle varie opere complementari collegate al tracciato dell’Alta velocità.

«Sono fermamente convinto che questo progetto sia una straordinaria opportunità per ripensare la città del futuro e per aumentare la qualità della vita potenziando i polmoni verdi, il trasporto pubblico, la mobilità ciclabile – ribadisce il sindaco-. Ma io non mi nascondo e non ho paura di confrontarmi e di ascoltare i vicentini per migliorare gli aspetti locali di un intervento di valenza nazionale che lo Stato può comunque portare a termine, che il Comune voglia o non voglia, con o senza le compensazioni previste». La consultazione si terrà probabilmente a ottobre prima di ottenere il mandato definitivo per il progetto. «Non faccio demagogia e non intendo strumentalizzare questa operazione – conclude Variati – ma sono un uomo profondamente democratico e ritengo che di fronte a un progetto di queste proporzioni sia utile ascoltare i vicentini senza pregiudizi. Sono convinto che, a parte i No Tav che si sono già fatti sentire con i loro slogan, la maggioranza voglia informarsi e capire senza condizionamenti».

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  • zenocarino

    Stiamo rivedendo “il peggio” dell’ex DC. Il sindaco dichiara: “”sono un uomo profondamente democratico””. Ci vuole un bel coraggio per scriverlo. Prima con “con il quorum zero” ci parla di grande vittoria della DEMORAZIA POPOLARE, poi aspetta due anni e mezzo per far approvare il Regolamento dei Referendum popolari. Oggi finalmente i cittadini capiranno che, per presentare “un quesito referendario” occorrono 5.000 firme da raccogliere in pochi giorni -e NON c’è più la possibilità di farlo- prima che sulla TAV ed altre fantastiche scelte recenti, si possa intervenire legittimamente in tempo per evitare il disastro. Un ulteriore scippo di democrazia, perciò la proposta del “questionario” rappresenta un’offesa per l’intelligenza dei vicentini, siano essi di centro, di sinistra o di destra.