Confindustria, 9 imprenditori veneti nel Consiglio

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Il Veneto rafforza la sua presenza in Confindustria. Sono cinque gli imprenditori vicentini entrati a far parte del Consiglio generale della confederazione. Al presidente Giuseppe Zigliotto, al vicepresidente nazionale con delega alle relazioni industriali, Stefano Dolcetta, e al presidente di Confindustria Veneto, Roberto Zuccato, si sono aggiunti Massimo Carboniero (Omera, Chiuppano), Giancarlo Dani (Gruppo Dani, Arzignano), Luciano Vescovi (Impresa edile Vescovi, Vicenza) e Federico Visentin (Mevis, Rosà). In tutto i vicentini al vertice dell’organizzazione degli industriali salgono quindi a sette. «Si tratta di un risultato che premia non soltanto il peso quantitativo della nostra Associazione all’interno del sistema, ma anche la sua autorevolezza e il lavoro svolto a favore delle imprese», commenta soddisfatto Zigliotto sul Giornale di Vicenza. «La presenza di Vicenza si fa dunque sentire in modo ancora più consistente. In questo modo il sistema produttivo vicentino vede riconosciuta all’interno di Confindustria la sua rappresentanza, sta a noi ora continuare a offrire un autorevole contributo di analisi e di proposta, a vantaggio di tutto il mondo industriale».

Nel nuovo Consiglio generale di Confindustria sono stati eletti anche i veronesi Daniele Finocchiaro, presidente e a.d. di Glaxosmithkline Italia, e Michele Bauli, vicepresidente dell’omonima azienda. Contestualmente l’associazione degli industriali ha approvato all’unanimità il bilancio 2014 che registra un pareggio tra oneri e proventi e 40 milioni nella gestione operativa e finanziaria con un attivo di 5.344 euro. Inoltre prosegue l’azione di potenziamento dell’organico con l’inserimento di 16 risorse. «Questo rafforzamento della struttura – spiega Confindustria in una nota – è stato realizzato mantenendo l’equilibrio economico grazie a un’azione di razionalizzazione dei costi gestionali, consentendo di lasciare invariato il totale degli oneri. Le azioni di razionalizzazione dei costi gestionali hanno riguardato diverse voci di spesa: consulenze, rappresentanza, telecomunicazioni, agenzie di stampa, studi ricerche e servizi, erogazioni a enti, determinando una riduzione complessiva dei costi di struttura rispetto al 2013 di circa 600mila euro».

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