«Satana tentatore», Galan querela sacerdote

Giancarlo Galan ha depositato una querela per diffamazione nei confronti di don Francesco Bonsembiante, viceparroco in servizio nella parrocchia di San Michele Arcangelo a Torre, una piccola frazione nel padovano. Il sacerdote, durante le celebrazioni della messa di domenica 22 febbraio, domenica in cui iniziava quest’anno il periodo di Quaresima, avrebbe usato le vicende giudiziarie dell’ex governatore del Veneto come metafora per spiegare ai fedeli il racconto del vangelo di Marco sulle tentazioni diaboliche subite da Gesù Cristo durante i quaranta giorni passati nel deserto.

In particolare, durante l’omelia, il parroco avrebbe apostrofato Galan dicendo che il diavolo aveva assunto i suoi panni di «Satana corrotto e tentatore». L’omelia di don Francesco, per sua sfortuna, è arrivata fino alla villa di Cinto Euganeo, dove Galan sconta i domiciliari, mandandolo su tutte le furie. Da qui è nata la querela che sostiene che le parole del parroco e la scelta di Satana come metro di paragone, rappresentino una grave offesa alla dignità del presidente della VII Commissione Cultura della Camera. Al centro dell’accusa di Galan il fatto che le parole proferite dal pulpito non condannano un solo comportamento “diabolico”, ma identificano direttamente Galan con lo stesso Lucifero.