Verona, flop 2 per mille a partiti

2 per mille ai partiti? No grazie. Istituito nel 2014 dopo l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, il 2 per mille è stato inserito nel modulo 730 come forma di contributo volontario alle formazioni politiche. Ogni contribuente può destinare parte della propria Irpef a favore di un partito politico e se non viene indicata una scelta, i soldi non vengono redistribuiti fra le forze politiche. «Da noi lo fa sì e no un utente su cento», rivela il segretario provinciale della Cisl di Verona Massimo Castellani,  mentre la percentuale riscontrata da Lucia Perina della Uil è fra l’uno e il due. Ampiamente sotto il dieci per cento anche il dato dei caf Cigl (8,62%).

«Al di là del fatto che è un’opzione comunicata poco e male – spiega il segretario provinciale della Cgil Michele Corso all’Arena – la bassissima adesione certifica l’allontamento definitivo dei cittadini dalla politica. I partiti non vengono visti come uno strumento per risolvere i problemi, ma come una sorta di avversario». «Questo due per mille è un flop – commenta la Perina -, se anche i cittadini non sono attenti al mondo della politica, lo sono comunque a quello che succede nelle loro tasche. E in questo momento il Paese non sta rispondendo alle riforme…». «C’è sfiducia nei partiti – chiosa Castellani – e forse qualcuno ha interesse che le strutture partecipative che conoscevamo un tempo diventino dei semplici centri di potere gestiti da pochi».

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