Brenta Sicuro: idrovia unica opera indispensabile

Il comitato Brenta sicuro ha organizzato nell’auditorium di Piove di Sacco un incontro con Legambiente e diversi esponenti politici locali in cui si è fatto il punto sul progetto dell’idrovia Padova – mare. Le preoccupazioni dei cittadini sui continui problemi di dissesto idrogeologico e il recente ricordo delle alluvioni vissute negli ultimi anni  potrebbero spingere ala realizzazione dell’idrovia, un grande canale che permetta alle acque di defluire senza danneggiare l’ambiente.

«Avrà una portata di almeno 3-400 metri cubi d’acqua al secondo – ha detto il professor Luigi D’Alpaos illustrando l’opera – sufficienti per scongiurare nuove alluvioni, ma servono anche i bacini di laminazione a monte. L’idrovia non sarà solo canale scolmatore ma avrà anche funzione trasportistica per le chiatte, creando un collegamento fra l’interporto di Padova e il futuro porto off shore di Venezia, altrimenti il progetto, che vale almeno mezzo miliardo di euro, non sarà finanziato dall’Europa».

Marino Zamboni, portavoce del comitato Brenta sicuro, ha annunciato l’invito ricevuto dal comitato per partecipare a una riunione propedeutica alla Conferenza dei servizi in Regione sul progetto preliminare dell’idrovia. «Ci batteremo per essere presenti alla Conferenza vera e propri – rilancia dalle pagine del Mattino di Padova – chiedendo che sia convocata prima delle elezioni, perché riteniamo di rappresentare gli interessi di un vastissimo territorio e siamo felici che insieme a noi siano schierati tanti sindaci. La nostra speranza è che si arrivi entro tre anni al progetto esecutivo e che entro quattro anni inizino dei lavori per il completamento dell’idrovia. Siamo tutti d’accordo che si tratta dell’unica grande opera di cui la nostra regione ha bisogno».