Scandalo disabili, Sernagiotto accusa Usl

L’ex assessore al Sociale in Veneto Remo Sernagiotto, finito nell’occhio del ciclone per i finanziamenti a cooperative sociali che non svolgevano le attività per cui erano state finanziate, si difende dalle accuse passando al contrattacco. In primo luogo i controlli, che secondo Sernagiotto non spettavano a lui ma all’Usl , poi sugli sprechi dei suoi predecessori, infine minacciando querele contro chi lo accusa. L’unica responsabilità di Sernagiotto, confidata al Corriere del Veneto, è «quella di aver costruito un progetto geniale, suggerito dalle stesse associazioni, che ha chiuso l’epoca dei fondi a pioggia utilizzati da chi mi ha preceduto per aprirne una nuova, basata su un fondo di rotazione che prevede l’intera restituzione delle somme con precise garanzie a favore della Regione».

«La famosa birreria a Ca’ della Robinia – continua Sernagiotto – è nata cinque mesi fa. Io sono via da un anno e un mese (Sernagiotto è stato eletto eurodeputato, ndr). Che c’entro io? Che reato mi viene contestato? Sono stato infangato per settimane, adesso basta. Io querelo». Il piano di finanziamenti di Sernagiotto prevedeva 50 milioni l’anno per 4 anni e, secondo la sua difesa,  era chiarissimo anche per quanto riguarda l’acquisto di nuovi immobili da parte delle cooperative. Insomma, secondo Sernagiotto, se sono insorti problemi sui finanziamenti al sociale, questo è accaduto «per via dei mancati controlli», che però nulla avevano a che fare con l’assessore al Sociale.

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