Sorato l’ex delegato: maledetto quel 13 febbraio

Cosa nascondono le dimissioni annunciate del numero 2 della BpVi?

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Che cattiva questa Bce. Che accanita questa Consob. Che disdetta, aver accettato appena pochi mesi fa l’incarico di consigliere delegato, per Samuele Sorato. Poteva restare direttore generale della Banca Popolare di Vicenza, con le mansioni sue proprie, e dunque circoscritte e inferiori. E invece quel maledetto 13 febbraio scorso, quando il consiglio d’amministrazione incassa le dimissioni di Alvise Rossi di Schio e lo accoglie all’unanimità, quando si è visto incoronare pure consigliere delegato, il Sorato avrebbe dovuto porsi qualche domandina in più. Perché oggi le dimissioni le dà lui, investito in prima persona dalle ispezioni della Banca Centrale Europea e della Consob di Milano, per presunte irregolarità su portafoglio finanziario, clienti, rischio, investimenti. Praticamente tutto, o quasi.

A caldo, da cronisti una domanda la poniamo noi, a lui e ai soci della banca: ma per arrivare addirittura a lasciare un posto dorato da 1 milione 714 mila euro (1 milione 534 mila fissi e 180 mila variabili, per la precisione), la causa sarebbe da ricercare in generici “dissidi” con Zonin, come ha scritto la stampa locale? O meglio: cosa ci sarebbe, dietro questi non meglio specificati dissidi? Chiaramente, il contenuto dei controlli di Francoforte e dell’authority italiana. Ma lo snodo non sta – chiediamo – nell’assunzione di responsabilità gestionale, e quindi professionale e legale, derivata dalla poltrona di consigliere delegato? Continuando sulla scia di quest’ipotesi, ci viene da immaginare – ma gradiremmo essere smentiti – che il Sorato si sia trovato ad aprire cassetti ed armadi che il vaglio degli ispettori, spietato com’è comprensibile che sia, ha portato alla luce senza che lui, prima del 13 febbraio, avesse il potere di conoscere e considerare come farina del suo sacco. E al fin, analizzata la sua posizione personale, a quel punto ha preso il cuore e lo stipendio in mano e ha preferito lasciare. Seguiremo la vicenda, perché interessa l’intero sistema bancario veneto. To be continued.

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