Consiglio regionale, tagli a costi politica

Il taglio dei costi della politica gioca un ruolo centrale nella campagna elettorale per le Regionali in Veneto. Già in corso di questa legislatura, la Giunta ha preso provvedimenti per il taglio degli stipendi dei consiglieri. A partire dal primo gennaio 2013 l’indennità di carica mensile è stata ridotta da 7.707,37 a 6.600 euro e l’indennità di funzione è passata da 3.072 a 2.700 euro. Il rimborso spese per l’esercizio del mandato è stato determinato, per tutti, in 4.500 euro. A partire dalla prossima legislatura è inoltre abolito il vitalizio. Resta però il diritto a riscuotere l’assegno di fine mandato e a ottenere la restituzione dei contributi versati.

Cambia anche il trattamento previdenziale che passa dal sistema retributivo a quello contributivo. Il diritto alla pensione scatta al compimento dei 65 anni di età e a seguito di 5 anni effettivi di mandato consiliare. Per ogni anno di mandato consiliare oltre il quinto anno, l’età richiesta per il conseguimento del diritto alla pensione è diminuita di un anno (con il limite a 60 anni). Il taglio dei vitalizi, in vigore dal 2015 fino al 2017, prevede una decurtazione per gli ex consiglieri regionali che abbiano un reddito superiore ai 29.000 euro lordi. Chi riscuote fino a 2.000 euro dovrà rinunciare al 5% (100 euro). Sui vitalizi compresi fra 2.000 e 4.000 euro, viene effettuato un taglio di 100 euro sui primi 2.000, mentre la parte eccedente viene ridotta dell’8%. Fra 4.000 e 6.000 euro sono tagliati 260 euro sui primi 4.000 euro e il 10% sulla parte eccedente. Complessivamente grazie ai tagli si stima un risparmio di due milioni di euro in tre anni.

 

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