Questa politica è proprio incostituzionale

Pensioni e legge elettorale: i partiti approvano leggi illegittime. Senza pagare dazio

La Corte Costituzionale, dimostrando obiettività, ha reso incostituzionale la norma con cui il governo Monti aveva bloccato la già ridotta rivalutazione delle pensioni, in vigore da decenni. Un atto vergognoso, imposto con prepotenza da Mario Monti, voluto dall’ex Capo dello Stato Giorgio Napolitano, con cui si è fatto cassa per risanare in fretta i conti di uno Stato mal governato e appesantito fino all’inverosimile dagli sprechi inutili.

Hanno colpito i pensionati, i quali, nonostante abbiano il merito di aver rimesso in piedi l’economia del Paese e pagato le tasse per decenni, sono una della categorie più indifese, ma, soprattutto se ne sono fregati del principio che i diritti acquisiti dai lavoratori – oggetto di negoziato con le parti sociali e riconosciuti in un provvedimento di legge – non si toccano.

Dopo la decisione della Consulta, invece di preoccuparsi di operare con urgenza per dare seguito al provvedimento, il vice del ministro Padoan, in un momento di confusione mentale ha dichiarato «impensabile e immorale restituire i soldi a tutti». Forse non tutti sanno che una decisione della Corte Costituzionale va attuata e subito; perciò, certe convinzioni personali fuori dalla logica del diritto, dovute a sbornie improvvise di potere e ad un surplus di arroganza, vanno preferibilmente esternate in altre sedi, come il bar sport o l’osteria del paese. Ma, evidentemente, questa è l’ennesima dimostrazione che la Casta pensa di continuare nel proprio impegno di demolizione dei diritti e della giustizia sociale nei confronti degli amministrati, senza mai ammettere i propri errori.

Non facciamo illusioni, perciò, perchè già oltre due anni fa la stessa Corte Costituzionale ha dichiarato la incostituzionalità di parte della legge elettorale Porcelllum; in particolare i punti che riguardano l’impossibilità per l’elettore di scegliere il candidato da votare e l’attribuzione di un premio di maggioranza enorme, fuori dalle regole come quello che si è preso il Pd e che gli permette di continuare a governare indisturbato. Dopo la declaratoria della Consulta, non è successo nulla. Al colmo del paradosso, vediamo che proprio nella nuova legge elettorale, i primi 4 o 5 posti in ciascuna lista, sono a disposizione di candidati scelti dalle segreterie dei Partiti, che certamente avranno la poltrona assicurata, mentre i candidati che potranno essere votati dai cittadini vengono inseriti solo in coda alla lista. Tutto ciò è palesemente incostituzionale, ma, per poterlo stabilire in modo ufficiale, ci vorrà un ricorso alla Corte Costituzionale e almeno due o tre anni di istruttoria e di discussioni capziose per differire la decisione. I manovali della politica, gestiti dai soliti pupari, continuano approvano – ponendo il voto di fiducia – regole e leggi che cambiano, anzi stravolgono, la vita del Paese.

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