Albanese, troppo giusto per il Tav

A progettare le due future stazioni di Vicenza sarà l’ “architetto” presidente del teatro

Noi ce li immaginiamo, i responsabili di questo povero consorzio privato Iricav 2 che ha la concessione della tratta dell’alta velocità Verona-Padova, ce li immaginiamo mentre cercano, rovistano, scavano, annaspano, si disperano, si affannano, si arrabattano, sudano e sacramentano per trovare un professionista dell’architettura e del design che sappia «adattare alla realtà locale le stazioni che saranno collocate in zona Fiera e a Borgo Berga», le due nuove stazioni del cosiddetto Tav di Vicenza. Con tutti i bravi architetti che ci sono nella città del Palladio, era veramente dura individuarne uno di chiara fama, inattaccabile e insospettabile di qualsiasi relazione di tipo politico (al contrario di quel Gianmaria De Stavola, finanziatore elettorale del sindaco Variati e autore, sempre su commissione Iricav, dello studio di fattibilità delle opere complementari, del beneamato Tav berico). E infatti, dopo lunga ricerca l’hanno scovato: è Flavio Albanese, dello studio Asa. «Cercavano uno studio vicentino e, dopo una serie di analisi, hanno affidato l´incarico a noi», ha detto al Giornale di Vicenza. «Iricav Due non conosce il territorio vicentino e quindi saremo noi a definire i dettagli in modo tale che la fermata sia calata nel miglior modo possibile all’interno del territorio».

Ineccepibile. O meglio: sicuramente ineccepibile se i requisiti erano, oltre ad essere titolare col fratello di uno studio che ha firmato progetti prestigiosi, essere pure presidente della Fondazione del Teatro Civico di Vicenza (che vorrebbe diventare fondazione unica della cultura, sempre di Vicenza, ancorché senza più un socio importante come Confindustria), già consigliere d’amministrazione del Cisa Palladio (ma non, per sua disdetta e dolore, presidente), coinvolto nella progettazione del nuovo padiglione della Fiera di Vicenza, firma del disegno del pezzo di Valdastico Nord che va da Piovene Rocchette a Besenello, donatore di progetti come la nuova balaustra di Ponte Pusterla e la ristrutturazione del reparto di riabilitazione dell’ospedale di Vicenza (è amico del primario Giannettore Bertagnoni), autore del progetto esecutivo e dell’arredamento del forno per il pane venduto dal Villaggio Sos in Basilica Palladiana e, infine, essere autodidatta (cioé non laureato in architettura), ebbene se tutto ciò era richiesto dall’esigente Iricav 2, allora Albanese é l’uomo giusto. Senza aver nessun bisogno di ricorrere ad alcun bando di gara, si capisce. Tutto molto all’italiana, baby.