Pirati del buonsenso (non della strada)

Sì al reato d’omicidio stradale. Ma più della deterrenza serve l’auto-educazione

Se uccidi una persona al volante della tua auto, rischi una condanna da 2 a 10 anni. Se ti viene riscontrato l’uso di droga o alcool scattano 1 o 2 anni in più. Al massimo, per un totale di 12 anni. Se scappi, sottraendoti ai controlli, si arriva a 10 anni, perché risponderai soltanto dell’incidente e di omissione di soccorso. Da 2 a 7 anni nel primo caso e da 1 a 3 nel secondo. Nel caso ti rintracciassero, nessun problema perché l’etilometro o il narcotest non avrebbe più valore, in quanto se tu risultassi ubriaco o positivo, potresti sempre dire di aver preso sostanze dopo l’accaduto: chi potrebbe provare il contrario? Scappare ti dà la possibilità quindi di uscirne senza danno nella maggior parte dei casi. Triste paradosso.

La pirateria è un fenomeno che fa paura, e l’opinione pubblica indignata chiede misure che mettano un freno ai criminali della strada. Tanti gli episodi: l’ultimo, ma certamente non ultimo, per citare il Veneto, è avvenuto a Piove di Sacco, nel Padovano: é morto Luca Sartori, un giovane a bordo del suo scooter trovato in un fosso dopo che un pirata della strada l’ha tamponato e ucciso.

E’ in discussione da tempo un disegno di legge che introduce l’omicidio stradale e le lesioni personali stradali. Reati che il nostro ordinamento non prevede ancora. Ad oggi, pene troppo leggere per punire i tanti episodi inaccettabili. Solo in caso di incidente mortale seguito dalla fuga, il colpevole rischia il carcere. Le pene scritte esistono, e non occorrerebbe creare un nuovo reato. Patteggiamenti, sconti di pena e riti abbreviati: morale, nessun colpevole. L’importanza del reato di omicidio stradale comporterebbe una pena certa, ad ora dettata dal caso. Da Angelino Alfano in qualità di ministro dell’Interno e dal premier Matteo Renzi è stato sollecitato anche l’ergastolo alla patente: cioè la revoca definitiva del permesso di guida.

Ma chi sono i pirati della strada? Potremmo esserlo un po’ tutti. Alzi la mano a chi non è capitato di mettersi alla guida un po’ “alticcio”. Una persona diventa pirata non perché sia un delinquente reale, ma perché può aver bevuto o essersi drogato ma scappa, perché può aver bisogno della patente per lavorare e teme il ritiro. Ben vengano quindi i controlli e anche la creazione di nuove fattispecie di reato per diminuire il fenomeno, ma la prima vera prevenzione deve venire da dentro di noi. Pirati del buonsenso…