Caso Coop: «fondi revocati, occorre distinguere»

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Moreno Lando, imprenditore padovano  che presiede le cooperative sociali Athena e Ipas, si è visto richiedere la restituzione di 6,7 milioni che gli erano stati erogati come parte di un finanziamento da 9,3 milioni recentemente revocato. Lando aveva ottenuto nel 2011, grazie al fondo di rotazione approvato dall’allora assessore Remo Sernagiotto, cospicui finanziamenti per due progetti: 5,1 milioni di euro per la cooperativa Athena che progettava la realizzazione di una struttura riabilitativa a Laggio di Cadore (Belluno) e 4,2 milioni alla coop Ipas per l’avviamento di un centro a Monselice, in cui far lavorare detenuti, ex carcerati e disoccupati over 50.

I finanziamenti sarebbero dovuti essere restituiti entro 25 anni, ma i problemi burocratici, la mancanza di commesse di lavoro e soprattutto il recente scandalo di Nervesa della Battaglia  hanno convinto la Regione a chiederne i questi giorni la restituzione. «Ho avuto notizia dell’ipotetico provvedimento dai giornali – spiega la sua situazione Lando al Mattino di Padova – In queste due settimane nessun funzionario regionale è mai venuto a visionare lo stato dei progetti. Le disavventure della coop Ca’ della Robinia a Nervesa della Battaglia non hanno nulla da spartire con i miei progetti».

Continuando l’intervista Lando ha fatto sapere di non essere preoccupato per la probabile restituzione dei finanziamenti poiché i beni che sono stati acquistati con i fondi sono coperti da ipoteche che bastano a coprire il finanziamento iniziale. «Il vero problema – ha detto – è l’occasione che verrebbe persa. I due progetti sono estremamente interessanti sia per l’impatto sociale che per quello occupazionale.  Se la commissione farà bene il proprio lavoro, non potrà che confermare la bontà delle mie iniziative».

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