Caso “Mamaloca”, 7 domande al sindaco

Il sindaco Franco non è molto franco: non vuole farsi intervistare

La vicenda dello sfratto del locale live Mamaloca a Costabissara imbarazza il Comune vicentino. Ci si sarebbe aspettata una parola di chiarezza da parte dell’amministrazione, dopo le polemiche scatenate dal comunicato del sindaco Maria Cristina Franco e la lettera anonima di alcuni vicini scandalizzati dalla “scabrosità” di alcuni spettacoli, tanto più in vista dell’incontro “Lunga vita al Mamaloca” in programma giovedì sera 14 maggio.

Purtroppo, come riferito dal suo ufficio, il sindaco non intende rilasciare dichiarazioni sull’argomento oltre a quanto già espresso per via scritta e ufficiale. Non ci rimane quindi che pubblicare i quesiti che avremmo voluto rivolgerle di persona.

1) In cosa consiste il “rilevante interesse pubblico” a cui fa riferimento la convenzione del locale? I concerti musicali rientrano nella categoria?

2) Sono diversi anni che il locale organizza concerti rock. Come mai intervenite solo ora?

3) I gestori sostengono di non aver mai ricevuto un verbale per rumori molesti o disturbo della quiete. È così?

4) La denuncia anonima recapitata in Comune definisce il locale “un luogo di perdizione estrema”. E’ d’accordo?

5) Lei ha tirato in causa un controverso video girato all’interno degli spazi del Comune, definendolo “un fatto umanamente ed eticamente deplorevole”. Lei ha avuto modo di vedere il video in questione?

6) Il problema pare essere più di pubblica decenza, più che di licenze e decibel. Non rischiate di passare per bacchettoni?

7) Il Mamaloca è una delle realtà più vive non solo a Costabissara, ma in tutta la provincia. Chiuderlo non andrebbe a danneggiare l’intera comunità per assecondare le opinioni, legittime ma discutibili, di una parte?