Provinciali, esuberi calano da 1350 a 500

L’osservatiorio regionale per l’attuazione della riforma Delrio sulle province sta cercando di stringere i tempi che, entro la settimana prossima, dovrebbero essere maturi per una riduzione degli esuberi: dai 1,356 dipendenti previsti inizialmente si dovrebbe arrivare ad un massimo di 500, che andranno redistribuiti tra Regione e Comuni. La riforma Delrio prevede il taglio al personale degli enti di secondo livello attraverso quattro principali strumenti: favorendo i pensionamenti con la legge vigente, accordando la quiescenza secondo i criteri pre Fornero, spostando gli addetti dei centri per il lavoro nella futura agenzia nazionale e trasferendo gli agenti delle polizie provinciali nel forestale.

L’assessore regionale agli Enti Locali Roberto Ciambetti conferma che, se la linea del governo sarà confermata dal decreto dei prossimi giorni, il numero di lavoratori da ricollocare fra Regione e Comuni non dovrebbe superare il mezzo migliaio, numeri che permetterebbero di evitare il ricorso agli ammortizzatori sociali. I sindacati citano l’esempio virtuoso della Provincia di Treviso dove il grande esodo è già iniziato per una quindicina di dipendenti. «Invece a Rovigo e soprattutto a Verona – afferma Marj Pallaro, segretaria generale della Cisl Fp al Corriere del Veneto – registriamo dei tentativi di muoversi in ordine sparso che non possiamo accettare».