Renzi sbaglia. Non meno dei suoi avversari

Il premier ha grossi limiti narcisistici. Ma anche gli oppositori “da sinistra” hanno i loro

Il presidente del Consiglio e segretario del Pd (che è il mio partito) ha una personalità che merita qualche approfondimento. Una buona sintesi l’ha trovata Ferruccio de Bortoli con “maleducato di talento” ma, forse, non è sufficiente. L’ego  è ipertrofico, su questo non ci piove. Battutacce a dritta e manca non solo su fatti ma anche su persone. L’ho ascoltato almeno un centinaio di volte, ho letto sue dichiarazioni da quando è apparso sulla scena politica, mi sono resettato da ogni pregiudizio positivo o negativo e alcune cose mi sono rimaste. Fatto salvo tutto quanto ricordato sopra, più di una volta ho riscontrato delle piccole zone di sincerità, dei momenti in cui fa capolino una certa visione del paese e di ciò di cui ha bisogno. Alcuni diranno che è tutta propaganda e politichese. Credo, invece , che ci sia della politica, anche buona nelle intenzioni del nostro.

Qui apro una piccola parentesi sul ministro Boschi. Si dice che, con altri, sia stata scelta dal premier per la sua fedeltà e che sia solo un’esecutrice. Nulla di più fuorviante. La signora, monitorata anche lei con la massima attenzione, è molto intelligente, equilibrata, non perde mai le staffe – nonostante i tentativi della Gruber e dei suoi ospiti – ribatte punto su punto e con efficacia a tutte le contestazioni e  crede, di suo, al progetto renziano che illustra con calma meglio del suo stesso capo. Trovo ridicoli gli accostamenti fatti da chi la mette sullo stesso piano delle deputate di Berlusconi che venivano in Tv con uno schemino predisposto alle bisogna. E poi c’è Del Rio, oggi ministro, uomo di grande spessore e integrità che ha svolto un lavoro dietro le quinte la cui importanza, prima o dopo, uscirà fuori. E’ per dire di persone che, se il progetto fosse stato solo di erigere un monumento a Renzi, mai avrebbero accettato l’incarico.

Nei giorni scorsi, la minoranza Pd, Letta compreso e mi dispiace, ha sparato ad alzo zero contro il premier dicendogliene di tutti i colori sulla legge elettorale. Che sia l’opposizione a sparare pallettoni contro tale legge posso accettarlo, ma che sia una frangia interna del Pd che alcune modifiche le ha pure ottenute, lo trovo inaccettabile. Se non si applica il criterio di maggioranza, stabilito anche dallo statuto Pd, quale altro sistema si dovrebbe applicare ad una diversità di idee tra il 90 e il 10% di un gruppo? Pur amando il pluralismo delle idee ho sofferto per la posizione, a mio avviso non sostenibile, del gruppo Bersani, Cuperlo & co.  Sulla riforma Giannini ci vorrebbero pagine e pagine. La settimana scorsa da Mentana era ospite la segretaria Camusso e ad una delle domande del giornalista ha risposto con formulette, in sindacalese, che dimostrano solo la tecnicalità standard tipo: “sì, va bene, tra quest’anno e l’anno prossimo vnno in ruolo 160.000 docenti, ma gli altri”? Una volta un sindacalista a cui chiesi perché loro non ammettessero mai di essere soddisfatti, mi rispose che la loro mission era quella di chiedere sempre qualche cosa in più. Alla faccia della responsabilità.

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