Venezia, stangata su biglietti Actv

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In arrivo la stangata sulle tariffe di Actv voluta da Ca’Farsetti per far quadrare i conti del Comune di Venezia ed evitare i tanto temuti tagli al sociale. La holding della mobilità deve infatti recuperare 5 milioni di euro per evitare trasferimenti di contributi necessari agli investimenti e l’unica via è quella di aumentare il costo di biglietti e abbonamenti dei residenti titolari della carta Venezia Unica o del vecchio Imob (i titoli di viaggio turistici hanno infatti già subito molti ritocchi al rialzo).

Il biglietto della corsa semplice subirà un aumento di 20 centesimi salendo quindi a 1,5 euro mentre si sta pensando di introdurre un abbonamento unico a 45 euro mensili. Nel caso la proposta fosse approvata, dal primo giorno di luglio tutti pagherebbero 14 o 9 euro in più al mese, un incremento pari al 45 e 25 per cento, 168 e 108 euro in più all’anno, facendo di Venezia il Comune d’Italia con i servizi pubblici più cari. La decisione, che sarebbe presa dai commissari a meno di un mese dalle elezioni, non manca di provocare polemiche. La difende il direttore generale del Comune Marco Agostini sul Corriere del Veneto: «introducendo queste tariffe, il Comune non finanzia più gli investimenti di Actv, nel 2015 entrerebbero infatti 5 milioni in più e 10 dal 2016 — sottolinea Agostini —. Tutte queste manovre permettono di tutelare il welfare senza tuttavia aumentare i servizi ed evitare la devastazione sociale per i meno abbienti».

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