Cda Bpvi, si dimette anche Miranda

Altra tegola sulla banca vicentina: se ne va un altro consigliere, l’ex presidente degli artigiani Miranda

Voleva passare in sordina, la notizia, ma è troppo grossa perché l’operazione di semi-occultamento riuscisse. Ieri nel tardo pomeriggio un altro consigliere d’amministrazione della Banca Popolare di Vicenza, Franco Miranda, ha manifestato la volontà di dimettersi. L’atto ufficiale non c’é ancora, perché verrà formalizzato nella riunione di cda di martedì prossimo. Ma l’intenzione c’è, eccome. Miranda, ex presidente di Confartigianato Vicenza, è sempre stato uno zoniniano di stretta osservanza. Di più: il posto nel board della BpVI era l’unico incarico di peso me prestigio rimastogli. Per rinunciarvi, significa che il livello di guardia si è alzato vertiginosamente, e con esso il timore di restare prigioniero della nave che, se non affonda, trema vistosamente in seguito al dimissionamento dell’ex direttore generale e consigliere delegato Samuele Sorato.

La scelta di Miranda, secondo i rumors, sarebbe motivabile in modo diametralmente opposto rispetto a Sorato: mentre quest’ultimo sarebbe stato più vittima che autore della propria uscita di scena, Miranda avrebbe deciso di smettere i panni del pretoriano volontariamente, ritirandosi in una sua personale scialuppa di salvataggio. Ma c’é anche chi ipotizza che Zonin abbia volentieri accondisceso per sostituire l’incerto e indebolito artigiano con una risorsa più fresca e più determinata a far quadrato attorno a lui. Sia come sia, oggi il consiglio d’amministrazione dell’istituto bancario di via Battaglione Framarin, dopo l’exit di Sorato e ora di Miranda, è orbo di due componenti. Oltre al vuoto dell’amministratore delegato, che manca all’appello perché il nome di Divo Gronchi, su cui aveva puntato Zonin, è sgradito alla Bce. E’ sempre più mare in tempesta, per la Popolare vicentina.

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