Padova, sagrestano arrestato per molestie

Angiolino Rizzo, 82enne sacrestano della bassa padovana, è stato condannato ieri mattina a nove anni e quattro mesi di reclusione per le accuse di violenza sessuale aggravata su quattro chierichetti. Rizzo è stato fermato dopo la confidenza di volersi togliere la vita di una delle vittime ad un’amica. «Mi butto sotto a un treno e la faccio finita perché non riesco più a svincolarmi da questa situazione» sono state le parole pronunciate dal ragazzo e riportate del giudice in aula di tribunale. Un clima di terrore fatto di ammiccamenti, avances più o meno esplicite, toccamenti, abusi durante la messa, dietro l’altare e a casa sua, quando la moglie (del tutto estranea alle perversioni dell’anziano marito) non era in casa.

Le accuse mosse  dalle vittime che ora hanno 25, 18 e 14 anni sono identiche: Rizzo avvicinava i ragazzini in parrocchia per poi attirarli a casa sua con ricariche telefoniche o piccole mance. La cosa più inquietante è che registrava tutto su in quaderno che i carabinieri di Casale di Scodosia hanno trovato perquisendo la casa dell’uomo. Tra le carte sono stati trovati messaggini dell’anziano per i ragazzi: «Oggi vieni, non c’è più mia moglie»; oppure «Come va a scuola, tutto bene? A stasera verso le dieci e mezza». Il gip ha raccontato di un uomo con «spiccata e durevole propensione a rapporti omosessuali con bambini, che lusinga con piccoli doni e irretisce con la visione di filmati pornografici». Rizzo si era sempre difeso dichiarando che tutto si doveva circoscrivere a «solo un periodo brutto e che non ricapiterà più. Mia moglie non ne sapeva nulla, è un problema mio di cui solo adesso mi sono reso conto». 9 anni e 4 mesi di reclusione la pena finale.

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