Profughi, scontro totale Bitonci-Chiesa

«Un’invasione, qual è quella di questi cosiddetti profughi, che in realtà sono quasi tutti clandestini, non si accoglie, ma si respinge. È come se, quando avevamo i barbari alle porte, avessimo fatto loro strada invece di combatterli». Risponde così il sindaco di Padova Massimo Bitonci all’editoriale su Avvenire, quotidiano della Cei, che lo ha accusato di guidare la «gazzarra anti-accoglienza».  «La signora dell’Avvenire ha scritto una marea di scemenze, peraltro chiaramente sotto dettatura. Di chi? Beh, magari del Pd padovano– tuona il primocittadino sul Corriere del Veneto – la stragrande maggioranza dei padovani, superiore al 60%, è dalla mia parte. Questo buonismo peloso mi ha davvero stufato. Noi venerdì saremo in piazza per ribadire che, prima degli immigrati clandestini, vengono i nostri giovani, i nostri disoccupati e i nostri pensionati».

«Occorre da un lato prendere atto dei disagi che ci sono – replica monsignor Adriano Tessarollo, vescovo di Chioggia e già delegato della Conferenza episcopale triveneta per Migrantes -, ma dall’altro anche riconoscere che il blocco delle migrazioni non dipende dalla volontà del governo italiano, visti i numeri del fenomeno. Detto ciò c’è chi gioca su questi mal di pancia per fini elettorali, evocando continuamente lo spettro dell’insicurezza. Lo so anch’io che sarebbe più facile dire: “Cacciamoli via e abbiamo risolto tutti i problemi”. Ma non è così, perché c’è tutto un mondo che spinge per scappare dalle torture e dallo sfruttamento. Per esempio, viste le violenze crescenti, credo che prossimamente dovremo aspettarci una nuova ondata dal Burundi: pensiamo davvero che si tratterà di malavitosi?».