Venezia, palazzi Regione? «mai una vendita»

La proposta di Luca Zaia di vendere Palazzo Balbi, attuale sede della giunta regionale, affacciata sul Canal Grande a Venezia, non convince il Mattino di Padova, che riporta i precedenti rispetto all’acquisto e alle cessioni di immobili da parte della Regione negli ultimi anni. La razionalizzazione delle sedi regionali  a Venezia partì faticosamente, abbandonando le sedi in affitto e concentrando gli uffici in palazzi di proprietà, comprati a prezzi anche molto più alti di quanto erano stai valutati.

Nel novembre 2005 Massimo Carraro, allora leader dell’opposizione di centrosinistra, denunciò gli sperperi della gestione immobiliare con un dossier sugli affitti pagati dalla giunta Galan: 5 milioni e 700 mila euro all’anno, per 29 sedi, il cui valore catastale era di 54,6 milioni di euro. Sarebbe bastato un mutuo in dieci anni per comprarli. Mutuo che venne scelto per acquistare il palazzo ex Grandi Stazioni, dove ora lavorano circa 600 dipendenti regionali. Fu acquistato dalla giunta Galan per 70 milioni di euro dopo che nel 2001 i dirigenti della stessa Regione l’avevano valutato 7o miliardi di lire, ovvero 35 milioni di euro.

Nel 2012 toccò al piano di Luca Zaia dei «beni alienabili immediatamente» varato dallo stesso Zaia che conteneva 13 immobili da vendere per un valore totale di 47.063.652 euro. «Neanche un metro cubo è stato venduto finora  commenta a proposito il consigliere regionale Diego Bottacin sul Mattino si Padova – tanto che abbiamo dovuto procedere ad un doloroso assestamento per chiudere il buco nel bilancio». Dalla vendita di palazzo Balbi, oggi Zaia pensa di ricavare 30-40 milioni di euro. I precedenti tuttavia non portano buoni auspici per il nuovo piano vendita di Zaia, lanciato solo a 18 giorni dalle elezioni.

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