Provincia Verona, esuberi: spunta lista nominativi

Non c’è pace per la Provincia di Verona e soprattutto per i suoi dipendenti. Dopo che i sindacati avevano tirato un sospiro di sollievo grazie ai 15 dipendenti iscrittisi alla mobilità volontaria che avevano così permesso di evitare tagli imposti dall’alto, la delibera di ieri fissa già come prossimo obiettivo «l’individuazione del personale soprannumerario conseguente alla determinazione della dotazione organica».

In sostanza con i tagli voluti dalla riforma Delrio e la legge di stabilità (7,4 milioni di euro), circa 240 elementi del personale (nella sola Verona) devono essere ricollocati in altri enti. Purtroppo però l’ente scaligero ha previsto che anche con i tagli alle funzioni non fondamentali il risparmio si attesterà intorno a “soli” 6,8 milioni di euro. Proprio per raggiungere la cifra di 7,4 milioni che esige la riforma, si è reso necessario un taglio di personale anche all’interno di funzioni fondamentali che erano destinate in principio a rimanere in carico all’ente.

Ora, nonostante i tentativi di evitare che le persone coinvolte fossero dichiarate in esubero prima di avere la garanzia di essere ricollocate, si è finiti a mettere nero su bianco i 225 nomi totali dei dipendenti individuati dalla direzione che non potranno proseguire a lavorare in Provincia. «Una cosa gravissima – attacca Franco Antolini, segretario Fp Cisl dal Corriere di Verona -. Ad inizio mese, nel corso di un vertice con la Regione, l’Upi (Unione Province italiane) e l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) era stato deciso che, in attesa della definizione dei criteri nazionali ed in assenza del provvedimento di riordino, non sarebbero stati definiti elenchi nominativi del personale in soprannumero ma solamente definita la riduzione dei costi del personale».

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