Verona, profughi puliscono la Giarina da volontari

Trenta profughi ospitati a Verona nella struttura di San Giovanni in Valle accompagnati da Jean Pierre Piessou, mediatore culturale assunto per seguirli nel loro percorso di integrazione, hanno pulito aiuole, raccolto cartacce e spazzato la superficie dei giardini della Giarina.

Il progetto, simile a quello inaugurato da poco a Nogara, prevede l’ipotesi, tramite autorizzazione della giunta, di impiegare i profughi ospiti delle varie cooperative per svolgere lavori socialmente utili. Eppure gli ospiti del centro di San Giovanni in Valle si sono adoperati ancora prima della politica e hanno anticipato i tempi. «La loro è stata una decisione autonoma, in alcun modo suggerita dalla direzione – precisa infatti il consigliere dell’Ostello, Enrico Scognamillo».

I profughi hanno deciso di occuparsi dei giardini dopo avervi trascorso del tempo, come forma di ringraziamento per l’ospitalità ma anche per tornare a sentirsi parte di una comunità e tornare finalmente a sentirsi utili nella società dove vivono. «Questo è un posto bellissimo per rilassarsi un po’, è giusto tenerlo in ordine» commenta al Corriere di Verona Rachid, giovane somalo arrivato in città poche settimane fa.

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