Padova, salta corteo “no profughi”

Il sindaco di Padova Massimo Bitonci rimanda la fiaccolata “no profughi” alla prossima settimana. Un rinvio consigliato dai vertici delle forze dell’ordine e reso necessario per il timore di eventuali tensioni e contatti con gli attivisti di «Padova accoglie», il presidio promosso da varie associazioni di volontariato per tenere i profughi in casa dei cittadini che hanno deciso di ospitarli. Immediate le risposte degli oppositori del sindaco leghista, che ieri hanno sfilato lo stesso. «Complimenti al sindaco, che prima lancia il sasso e poi nasconde la mano – dice Francesco Fiore al Corriere del Veneto, guida del movimento Padova 2020 – che prima spacca la città con una fiaccolata elettorale sulla pelle dei più deboli e poi scappa temendo il flop dell’iniziativa. Si dimetta e riconsegni Padova ai Padovani».

Numerose le presenze tra le fila di chi vuole accogliere i profughi: gli ex ministri Flavio Zanonato e Cécile Kyenge, del regista Andrea Segre, del senatore democratico Gianpiero Dalla Zuanna, del presidente dell’Ira, Stefano Bellon, di quello dell’Anpi, Floriana Rizzetto, dei sindacalisti Ilario Simonaggio (Cgil) e Stefano Pieretti (Adl-Cobas), del leader di Razzismo Stop, Luca Bertolino, e di don Albino Bizzotto, anima dei Beati costruttori di pace, che da quattro giorni è in sciopero della fame proprio per sensibilizzare i padovani sul tema dei profughi. E poi il centro sociale Pedro e tante altre sigle, dall’Asu alla Casa dei diritti don Gallo, passando per la Mimosa e Legambiente, fino ad Amnesty International e Antigone.

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