Valdastico Nord, Besenello batte Veneto 1-0

Il governo ora boccia il prolungamento A31. Il sindaco del paese a fine tracciato: noi «fieri montanari»

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«Servono due sì da parte della provincia autonoma di Trento, ma il primo, quello sulla realizzazione o meno dell’opera, è insuperabile». Sono passate poche ore dalle dichiarazioni rese dal ministro alle infrastrutture del Pd Graziano Delrio in sede di question time parlamentare. Poche parole che fanno calare il gelo sulla politica regionale veneta, che ad eccezione della sinistra radicale, del M5S e di pochi altri, si è sempre spesa a favore della Valdastico Nord. In realtà è lo stesso governo a fare marcia indietro, visto che era stato lo stesso premier Matteo Renzi a dire più volte sì, tirando così la volata a chi legittimamente sosteneva, specie a sud di Lastebasse, la bontà della nuova infrastruttura.Il fronte Sì Valdastico Nord soccombe al blocco sociale che in Trentino va dai comitati agli agricoltori fino ai piccoli imprenditori, e che si riflette nel deciso niet della Provincia e dei Comuni locali. Senza contare la dipartita politica dell’ex ministro Maurizio Lupi dell’Ncd (partito che ora paventa la crisi di governo) per lo scandalo Incalza.

Tra coloro che non sono sorpresi dalle parole di Delrio c’è Cristian Comperini. A capo di una civica riconfermata domenica scorsa con una soverchiante vittoria che ha toccato quota 67% dei voti, Comperini (in foto a destra) è il sindaco di Besenello, il paese trentino dove dovrebbe terminare l’opera. Non nasconde la sua soddisfazione, anche se la sua giunta «resta vigile perché la partita non finisce qui». E se sui motivi che hanno portato l’esecutivo nazionale a surgelare l’opera gli analisti avranno molto da scrivere, intanto rimane il fatto che di una novità di tale portata «finalmente» spiega ancora il primo cittadino «viene comunicata con chiarezza nelle sedi deputate».

Perché esprimete un plauso al ministro?
Perché ha preso una decisione corretta e coraggiosa ben capendo quali sono le sue responsabilità istituzionali. E soprattutto ha spiegato che la partita non può andare avanti senza il sì di Trento, non perché questo è il sentimento di questo o quel ministro o di questa o quella maggioranza.

Allora perché?
È legge che lo impone. Ed è la legge fondamentale dello Stato, ovvero la Costituzione, assieme ai trattati internazionali che sanciscono l’autonomia di Trentino e Alto Adige.

Però i sostenitori dell’opera sostengono che questa sia fondamentale per lo sviluppo dei comprensori. Non è così?
Mi viene da ridere. Ci sono fior di studi redatti da professori universitari di chiara fama che sul piano economico e giuridico dicono il contrario. Per non parlare dei problemi sul piano ambientale, che abbiamo fatto rilevare in sede di osservazioni. Il no all’opera è sentito nella nostra provincia. Se poi alcuni media veneti o alcuni politici veneti fanno un’altra narrazione io non c’entro. A me non piace la superficialità.

Va bene, però anche in Trentino c’è chi si è dichiarato per la prosecuzione della Pirubi. Gli industriali sono tra questi.
Formalmente sì. Ma sono i vertici, sono le persone legate a posti di potere. La base della Confindustria come del resto del mondo produttivo è ben schierata per il no. Poi c’è la posizione fondamentale della Provincia autonoma.

Vale a dire?
La Provincia non ha mai arretrato di un millimetro rispetto al suo convincimento. Che è di natura giuridica. La A31 Nord non si fa se Trento non è favorevole. La giunta è stata coerente. Come coerente è stato l’assessore provinciale Mauro Gilmozzi che ha sempre sostenuto la sua contrarietà al prolungamento anche nel merito.

E la delega di Gilmozzi pesa?
Sì perché suoi sono i referati all’ambiente, alle infrastrutture, alle funzioni delegate dallo Stato in materia di viabilità, alle funzioni delegate dallo Stato in materia di trasporti. In questo contesto ha poi anche pesato parecchio il no di un comune che conta come Rovereto.

Che cosa è cambiato con la dipartita di Lupi?
Molto.

Perché?
Il nostro comune a causa del contenzioso in essere sulla Valdastico Nord deve tenere, sul piano amministrativo, un canale aperto col ministero. Al tempo di Lupi il ministro nemmeno ti riceveva. Delrio invece si sta comportando sul piano istituzionale, e umano, molto più seriamente. Questo è un cambio di passo notevole al di là di come uno si schieri politicamente.

Al fronte del no contestano una certa rigidezza. Molti vi accusano, alla grossa, di essere dei montanari non al passo coi tempi. Come replicate?
Rido e mi preoccupo al contempo. Noi trentini non capiamo una certa baldanza, o certe sparate dei politici veneti sulla stampa. Parlo della A31 ovviamente. O forse le capiamo ma un certo abito mentale non ci appartiene. Noi abbiamo tenuto duro sul punto e continueremo a farlo. La difesa del territorio e quella delle regole, a partire dalla Costituzione, sono cose serie per diana. Se questo significa essere montanari noi siamo fieri delle nostre montagne e dell’equilibrio che cerchiamo di preservare con il territorio. Dovrebbe essere il minimo, ma non lo è.

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  • roberto cogo

    Sono molto d’accordo con le parole del sindaco di Besenello e sulla posizione complessiva di Trento e dei trentini. Vivendo a Schio sento parlare da tempo di questo assurdo progetto che sconvolgerebbe l’assetto naturale di una valle splendida come la Valdastico. Un territorio fragile da salvaguardare e valorizzare in tutt’altra maniera. Sistemare e migliorare l’esistente; smetterla col cemento selvaggio; potenziare la ferrovia: questo è quanto avviene nei paesi più avanzati d’Europa. Peccato che la cultura ambientale di buona parte degli aministratori e industriali veneti e italiani nel complesso sia ferma agli anni ’70.
    Roberto Cogo