Venezia, Casson: «casinò non si vende»

«No alla vendita del Casinò. Non è sul mercato e non si svende. La privatizzazione come era stata pensata era destinata a fallire. No anche alla sua statalizzazione. Occorre un piano di rilancio, pensato con tecnici ed esperti, con i lavoratori. Magari riunificando le sedi». Così ieri Felice Casson, candidato sindaco di Venezia per il centrosinistra. Contrario alla privatizzazione del casinò anche Luigi Brugnaro: «adesso le condizioni non ci sono più – ha detto alla Nuova Venezia – non è più fattibile. La Casa da Gioco deve diventare un’azienda competitiva».

Per Davide Scano (M5s) «occorre andare a cercare manager capaci, anche all’estero. Eliminare gli sprechi e rilanciare l’azienda, come si dovrà fare anche con altre partecipate». «In questi anni il Casinò è stato usato come un bancomat per coprire buchi di bilancio – dichiara invece Francesca Zaccariotto – bisogna cambiare rotta e trattare la Casa da Gioco come un’azienda importante, che può dare ricchezza e occupazione. Le responsabilità dei manager ci sono, ma non vanno disgiunte da quelle della politica». E mentre Giampietro Pizzo (Veneziacambia 2015) vuole azzerare i vertici del Casinò, per Gian Angelo Bellati occorre razionalizzare e ridurre la spesa nelle partecipate, a cominciare dai dirigenti.

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