Verona, a rischio gite scolastiche

Dopo la vicenda di Domenico Maurantonio, lo studente padovano morto qualche giorno fa in gita scolastica a Milano, si sono aperte discussioni in merito ai viaggi di istruzione intrapresi dai ragazzi delle scuole e dai relativi insegnanti. Già da tempo questi viaggi di istruzione sono in calo a causa delle ridotte possibilità delle famiglie e della scarsa disponibilità dei docenti, restii ad assumersi responsabilità civili e penali. Soprattutto da quando ai docenti non viene più riconosciuta l’indennità di trasferta. Molti insegnanti risolvono il problema imponendo coprifuochi, ma resta comunque a loro carico una responsabilità che va oltre i ruoli istituzionali. Altra soluzione è quella di ridurre le gite ad una sola giornata, senza pernottamenti, come ha fatto il liceo Galilei di Verona in seguito ad un caso di coma etilico durante un viaggio di istruzione.

I professori lanciano un appello alle famiglie, come si legge sull’Arena «perché anche i genitori insegnino ai loro ragazzi il rispetto delle regole. Servirebbe un patto scuola-famiglia in questo senso», sottolinea Cristina Mari, docente di lettere al liceo Copernico. «Non oso pensare cosa proveranno, oggi, i docenti del ragazzo deceduto. Perché non è solo una questione di responsabilità civile, la nostra, ma anche morale».

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