«Scie chimiche? Vero problema è il global warming»

Il CNR “asfalta” le teorie sul controllo del clima

Dopo il clamore suscitato dalla nostra intervista al Presidio Stop Scie Chimiche, era giusto dare modo alla comunità scientifica di ribattere alla tesi secondo la quale in tutto il mondo sarebbero in atto irrorazioni tramite aerei militari e civili per modificare il clima, controllandolo. La dottoressa Marina Baldi, climatologa dell’IbiMet di Firenze, Istituto di Biometeorologia del CNR, Centro Nazionale della Ricerca, ci spiega quanto c’è di vero in queste teorie.

Dottoressa Baldi, è possibile controllare il clima?
Ci sono diverse teorie in merito: c’è chi ha proposto di immettere determinati gas nell’alta atmosfera per fermare l’effetto serra, c’è chi ha ipotizzato di posizionare degli enormi specchi sull’oceano per ridurre la temperatura atmosferica… di tutte queste, di fatto, nessuna ha trovato validità scientifica, né è stata poi messa in pratica. C’è stato qualche esperimento, ma senza grandi risultati.

Il “cloud seeding”, però, esiste veramente, giusto? Mi riferisco all’uso di sostanze chimiche per indurre precipitazioni. È forse questo ciò che denunciano i teorici delle scie chimiche?
Il “cloud seeding” è un’altra cosa. Significa immettere in atmosfera dei “nuclei di condensazione” per prevenire la formazione di grandine. Però non serve a modificare il clima, bensì il tempo meteorologico in un determinato posto e momento. È una cosa che è stata studiata anche in Italia, ad esempio nella Pianura Padana per evitare le grosse grandinate che portano a grosse perdite economiche nel campo dell’agricoltura, e a Israele, che ha lo stesso problema, ma si è rivelata talmente poco efficace che è stata abbandonata.

Può spiegare una volta per tutte quando e perché si formano le scie degli aerei?
Sono di fatto delle scie di vapore e si formano con il rilascio dei gas di scarico. Al passaggio dell’aereo aumenta la percentuale di umidità, l’aria in alta quota è piuttosto fredda e rarefatta, quindi l’umidità condensa e si formano le scie. L’altra condizione in cui si possono formare è in caso di una variazione di pressione intorno alle ali dell’aereo, con una conseguente diminuzione temporanea della temperatura dell’aria che di nuovo comporta la condensazione del vapore acqueo che c’è in atmosfera. Questi sono i due meccanismi: da una parte i gas di scarico che aumentano l’umidità e ne favoriscono la condensazione, dall’altra la diminuzione della pressione, di solito a quote elevate, dove la temperatura dell’aria è abbastanza bassa. Infatti le scie si vedono quando gli aerei volano molto alti, non quando l’aereo è appena decollato o sta atterrando, e solo con determinate condizioni meteorologiche.

Queste “nuvole-scia” possono causare cambiamenti climatici, magari nei pressi degli aeroporti?
Più che le scie, sono i gas di scarico che, come quelli delle macchine, certamente aumentano la concentrazione di alcuni inquinanti in atmosfera e quindi favoriscono l’effetto serra. Se aumenta il traffico aereo ci sono maggiori emissioni di gas di scarico, che sono quelli di ogni aereo e non altre sostanze rilasciate di proposito.

Lei studia anche le relazioni a lungo termine tra l’attività umana e il clima. In quali modi l’uomo sta incidendo sul clima e con quali conseguenze?
Con la nostra attività emettiamo più gas che portano ad avere una maggiore concentrazione di alcuni inquinanti, come CO2, NH4, ma anche lo stesso vapore acqueo, che è un gas con un’elevata capacità di effetto serra. Aumentando l’effetto serra, aumenta la temperatura globale. In generale si sta verificando un aumento della temperatura e quindi dell’energia in atmosfera, con un conseguente aumento degli eventi estremi: alluvioni, ondate di calore, eccetera. In pratica, questi eventi sempre più frequenti sono un effetto involontario dell’attività umana. Mi auguro che non ci sia nessuno tanto pazzo da voler aumentare volontariamente la temperatura del pianeta.

È possibile invertire questa tendenza, o limitarla?
È possibile, riducendo le emissioni, ma i tempi sono lunghissimi.

Ricorrere a nuvole artificiali per oscurare il sole potrebbe aiutare in tal senso?
Assolutamente no. Sarebbe troppo poco efficace. Non è una questione di radiazione solare, ma di calore all’interno dell’atmosfera, dovuto a una combinazione di più fattori.

In definitiva, cosa pensa dei “cospirazionisti del clima”?
Penso che occuparsi di queste cose va anche bene, però ci vorrebbero meno superficialità e meno sensazionalismo. Soprattutto, bisognerebbe studiare in maniera più approfondita su delle basi scientifiche, magari facendo esperimenti, o analizzando dei dati.