Centrali Enel, Porto Tolle chiede tavolo nazionale

Ricevendo i lavoratori della centrale termoelettrica di Polesine Camerini il sindaco di Porto Tolle (Rovigo) Claudio Bellan ha lanciato la sua proposta di costruire un tavolo nazionale tra le municipalità interessate dalle ristrutturazioni delle unità di produzione Enel per riuscire a convincere la società energetica a concordare i piani di uscita con le amministrazioni per salvaguardare il lavoro sul territorio.

«Il progetto Futur-E di Enel – spiega Bellan in una lettera inviata ad una lista di 23 colleghi – prevede sostanzialmente per 23 centrali lo studio di ipotesi di riqualificazione o riconversione di siti ancora produttivi o da poco in via di dismissione. Scelta in molti casi unilaterale, che ci lascia un carico di problemi irrisolti, dalle aziende con i lavoratori locali che perdono il posto, al personale dipendente che abbandona il territorio, al parziale o mancato introito Imu che mette a repentaglio la tenuta delle casse comunali. Credo – conclude Bellan – sia giunta l’ora di fare fronte comune e di alzare il  livello».

 Già da domani però dovrebbero partire i colloqui per i primi 43 lavoratori che da Polesine Camerini si dovranno trasferire in altri stabilimenti. In tutto saranno 79 i dipendenti polesani che, entro il 2019, dovranno essere ricollocati altrove, a fronte di un piano nazionale che ipotizza 602 trasferimenti complessivi dai 23 stabilimenti interessati dalla ristrutturazione.